L'Insolente Costruttivista

La Rivista Italiana di Costruttivismo: un viaggio “dietro le quinte”

L'Insolente Costruttivista
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di Chiara Centomo – Caporedattore

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Tre anni fa, quando ho accettato la proposta di creare una rivista scientifica in italiano dedicata alla diffusione del Costruttivismo, mi era chiaro che si trattava di un’enorme sfida e di una preziosa opportunità, anche se non sapevo ancora in che modo.

Sfide e opportunità si sono delineate solo nel tempo, man mano che – radunato il primo, appassionato gruppo di collaboratori – ci siamo confrontati con le necessità, gli imprevisti e le soddisfazioni che il lavoro redazionale ha portato con sé.

Le sfide

Da persone che studiano e lavorano utilizzando l’approccio costruttivista, sentivamo delle mancanze nel panorama editoriale italiano. Da una parte, infatti, ci sembrava un limite che la maggior parte delle pubblicazioni e del dibattito scientifico fosse quasi esclusivamente in lingua inglese, rendendo il Costruttivismo qualcosa di cui parlare soltanto tra gli “addetti ai lavori”, qualcosa di poco conosciuto e quindi di poco praticabile. D’altra parte sentivamo l’esigenza di uno spazio in cui dare voce e mettere in comunicazione le idee e le esperienze di coloro – sempre di più, in una varietà di ambiti disciplinari – che utilizzano il Costruttivismo nella propria prassi quotidiana.

Da qui la scelta di creare una rivista che potesse garantire un elevato standard in termini di scientificità, originalità ed evidenza clinica o sperimentale, che fosse interessante e che, allo stesso tempo, potesse essere gratuita e accessibile da più persone possibili, attraverso l’utilizzo della rete.
Ci siamo ben presto accorti che creare una rivista scientifica non è un’impresa facile, né dal punto di vista burocratico né rispetto al tipo di proposta che desideravamo fare. Numerosi, infatti, erano gli interrogativi a cui dovevamo dare risposta, nati da bisogni concreti emersi nel momento in cui abbiamo messo “le mani in pasta” e da interessanti discussioni che hanno coinvolto anche il nostro Comitato Scientifico internazionale.
Che cosa significa, ad esempio, “fare scienza” dal punto di vista costruttivista? Come dialogare con la più ampia comunità scientifico-professionale, senza adottare lo stile asettico e impersonale della terza persona ma senza esaurirci nel solipsismo della prima persona? Qual è il linguaggio più adatto per rendere comunicabile e fruibile a un pubblico più esteso il paradigma costruttivista e in particolare, in campo psicologico, la Teoria dei Costrutti Personali?
Si tratta di domande con cui prima o dopo ogni Costruttivista è chiamato a confrontarsi nella sua vita professionale: in questo dibattito la Rivista Italiana di Costruttivismo vorrebbe pian piano costruirsi come punto di riferimento, offrendo una proposta di valore, forte e innovativa in termini di qualità e di applicabilità dei propri contenuti.

Le opportunità

La rivista offre la possibilità di pubblicare contributi di interesse teorico, applicativo e metodologico sviluppati entro la matrice epistemologica costruttivista e relativi a tutti quegli ambiti disciplinari in cui essa è oggi ampiamente diffusa. Per gli autori si configura come una preziosa opportunità di crescita: attraverso la procedura di peer rieview il manoscritto proposto per la pubblicazione viene valutato da ricercatori e professionisti esperti che, laddove lo ritengano opportuno, offrono utili suggerimenti per la revisione e l’approfondimento del lavoro.

Oltre a questa, sono moltissime le attività in cui sono coinvolti i più di quaranta collaboratori che mettono a disposizione della Redazione le proprie competenze e passioni. Mi piace pensare al nostro lavoro come a un’orchestra sinfonica in cui ogni componente contribuisce al risultato finale, armonizzandosi e sincronizzandosi con il lavoro degli altri.
Ed è proprio da questa ricchezza corale di idee, strumenti e sensibilità che nasce ogni numero della Rivista Italiana di Costruttivismo sperimentando, anche nel contesto dell’attività redazionale, un approccio radicalmente costruttivista fondato sulla collaborazione, sul rispetto della visione altrui e sulla partecipazione.

La rivista diventa così un contenitore vivo e vivace di esperienze e di prospettive provenienti da varie parti d’Italia e del mondo; una sorta di incontro attraverso la parola scritta che accorcia le distanze e permette di incrociare lo sguardo di chi, magari, nemmeno si sapeva che condividesse i propri interessi. Ne è un esempio il numero in preparazione interamente dedicato all’età evolutiva, che sarà edito a marzo 2016: un’occasione non solo per radunare le tante voci che da tempo sono impegnate su più fronti nel mondo della relazione con i bambini, i ragazzi e gli adolescenti, ma anche per raggiungere tutti i colleghi che di questo si interessano e si occupano e, magari, lo fanno incarnando i presupposti del Costruttivismo.
Vanno in questa direzione anche la scelta di pubblicare traduzioni di testi editi e inediti dall’inglese, pensando che renderli disponibili in italiano possa raggiungere più persone nel nostro Paese, e le interviste, che fanno della Rivista Italiana di Costruttivismo qualcosa di unico nel suo genere. Sono convinta, infatti, che ciò che rende vivo e vibrante ogni articolo sia l’interesse e la passione della persona che lo scrive: una storia che vale la pena raccogliere e ascoltare. Sempre.

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