L'Insolente Costruttivista

Il “web” dietro la Rivista Italiana di Costruttivismo

L'Insolente Costruttivista
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di Marco Ranieri – Referente Sito Web della Rivista Italiana di Costruttivismo

181310023259futureinternetNell’entrare a far parte del gruppo di lavoro che sta alle spalle della Rivista Italiana di Costruttivismo, un aspetto che mi ha stupito è stata la quantità di idee che fin dall’inizio, ed in continuazione, hanno alimentato ed alimentano la Redazione e la vita stessa della Rivista. In questi quasi 3 anni, non ho mai percepito un momento in cui questo clima creativo venisse meno, in cui non ci fosse qualcosa che bollisse in pentola e che richiedesse di essere gestito in qualche modo.

Un motivo che in parte spiega questo clima è sicuramente la cadenza semestrale delle uscite, ed i tempi lunghi e dilatati che il processo di pubblicazione richiede, i quali vanno a costituire un flusso continuo costellato di momenti frequenti che richiedono attenzione e lavoro, sebbene i periodi di massima intensità siano a cavallo della pubblicazione stessa.

Tuttavia, non posso non pensare, accanto a ciò, che non è per nulla scontato che un gruppo di lavoro affronti in tal modo le sfide, le domande e le opportunità che incontra lungo la sua strada. E, devo dire, mi fa molto piacere far parte di un tale gruppo, e condividere lo spirito che lo anima.

Questo preambolo perché, di solito (ma forse mi sbaglio, e ne sarei molto contento), nel pensare alla parte informatica di una qualche attività, si pensa ad un lavoro di tipo meccanico e ripetitivo, da “tecnici”, dalle tinte fredde e grigie. Probabilmente è frequente il rischio di cadere in tale monotonia di lavoro…ma questo non è il caso della Rivista, per fortuna. Mi spiego meglio.

Nell’epoca delle nuove tecnologie, dei social network, della vita online, anche l’editoria scientifica si adegua: e, nel nostro caso, abbiamo scelto specificamente una forma di pubblicazione elettronica, che si appoggia come strumento di diffusione alla ramificazione tentacolare e capillare di Internet e del Web. Questo implica dei vantaggi notevoli in termini di capacità di raggiungere i lettori, attuali e potenziali, di creare rete tra professionisti, di destare l’interesse di persone già “addette ai lavori”, come anche di neofiti o di persone semplicemente curiose. Implica anche che, per avere una “presenza” nella Rete che non sia evanescente, la Rivista debba mostrarsi sotto una veste palpabile, un po’ come una persona che non è solo voce o parola scritta, ma ha anche un corpo fisico, raggiungibile e ben identificabile: per questo, abbiamo messo in piedi il sito web della Rivista, come punto di riferimento per chi vuole interagire con essa, sia in termini di accesso agli articoli, che in termini di conoscere quale sia il Progetto Editoriale, e non ultimo di sapere quali siano le persone che animano questo progetto, come i Direttori, i componenti della Segreteria, della Redazione, e il Comitato Scientifico. Soprattutto all’inizio, quando ancora eravamo neonati e non diffusi in altri ambiti della rete, il sito ed i contenuti presenti in esso sono stati anche un modo per dare corpo a questo progetto, e per iniziare a mostrare che identità volessimo dare alla Rivista, anche ai nostri occhi di membri della Segreteria di Redazione.

Lo studio del logo, della veste grafica, dell’accessibilità al sito e della semplicità d’uso ha animato fin dall’inizio il dibattito in Redazione, e spesso lo anima ancora adesso, sebbene in misura minore, quando sono necessari ripensamenti, ritocchi, aggiunte o eliminazioni di parti che non rispecchiano più la Rivista così com’è “nel presente”. La Rivista cresce, e anche il suo “corpo” cresce con lei e cerca di rispecchiarne i cambiamenti. A maggior ragione con la sempre più densa integrazione con i Social Network che, restando nella metafora “personificatrice”, potrebbero costituire l’abito di cui la Rivista si veste, ed il modo che ha per intrattenere relazioni con l’esterno e distribuire maggiormente ed in modo sempre più diversificato e, allo stesso tempo, mirato la sua dipendenza.

Ecco, tornando al rischio di monotonia del lavoro “tecnico”, mi piace concepire il lavoro di gestione del sito della rivista non solo come uno stare nell’ombra dietro ad uno schermo di computer a fare meccanicamente un lavoro di programmazione o di compilazione di pagine elettroniche, ma come una parte integrante dell’intero processo creativo e di esistenza della Rivista, in costante relazione con le altre parti che le danno vita ed inserito in quel flusso creativo che costituisce il suo processo di conoscenza e di esistenza. E, in questo gruppo di lavoro, funziona così.

Se volete dare un occhio a ciò di cui ho parlato fino ad ora, basta cliccare qui: www.rivistacostruttivismo.it. E, se avete dei suggerimenti di modifiche da apportare all’impostazione del sito, parti da aggiungere, o parti superflue, potete segnalarcele qui: info@rivistacostruttivismo.it

 

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