L'Insolente Costruttivista

Il re in fuga, ovvero, l’origine della formattazione

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di Eleonora Belloni – Gruppo Formattazione della Rivista Italiana Costruttivismo

foto formattazioneC’era una volta un re assai saggio che abitava in un castello. Governava da decenni con giustizia e umanità tanto da essere ammirato da tutti. Il re era senza eredi, così un lontano cugino, invidioso e bramoso di potere, per sbarazzarsene e salire al trono, architettò un sortilegio che privò il re del lume della ragione. Il re all’improvviso iniziò a parlare in modo confuso e preso dal panico scappò nella foresta nera a nord del castello. Un gruppo di fidi cercatori si mise sulle sue tracce e presto si rese conto che il passaggio del re creava strane trasformazioni ambientali: invece del lago al centro del bosco trovarono l’ago della spilla reale, al posto dell’acero secolare vicino alla radura, trovarono un alberello tutto lacero. I cercatori capirono subito che quello che affliggeva il re era un mal di grammatica, così armati di dizionario iniziarono a correggere tutti quegli errori seguendo la pista lasciata dal sovrano. Dopo tre giorni e tre notti arrivarono a una caverna ai piedi del monte; entrarono e trovarono il re, tutto infreddolito, che straparlava collezionando frasi prive di congiuntivi e ricche di malapropismi.

Il re ritrovato fu prontamente portato al castello dove venne curato a suon di decotti di crusca, proveniente dalla vicina Accademia e, grazie a tre pellegrinaggi rituali al santuario del Devoto-Oli, il re ottenne la grazia tornando lucido e in possesso delle proprie facoltà. Scoperto l’inganno, il lontano cugino fu rinchiuso in una cella, costretto a mettere in ordine alfabetico l’infinito registro bibliografico del reame. Fu così riportata l’armonia nel regno e tutti vissero felici e contenti. Da quel giorno quando si scrivono fischi per fiaschi o un apostrofo viene dimenticato in soffitta, si dice trattarsi di un re-fuso, in ricordo di quel re pasticcione che un giorno perse la testa. Fine.

Questo breve racconto ci introduce alla nostra storia, che ha come protagonista il gruppo di formattazione attivo all’interno della Rivista Italiana di Costruttivismo. Cosa hanno in comune le due storie? Ebbene, come avrete intuito la formattazione è un’attività fatta di cura e dedizione. Il gruppo RIC-formattazione è attualmente composto da tredici personaggi curiosi, ai quali arrivano i manoscritti degli autori, dopo esser stati da loro corretti sulla base dei commenti ricevuti dai revisori anonimi. Scopo del gruppo è leggere accuratamente il testo in caccia di qualsiasi refuso o imprecisione grammaticale, in modo che ogni errore venga segnalato ed eliminato.

Scopo ultimo: la pubblicazione di un lavoro ineccepibile dal punto di vista grammaticale e delle norme redazionali (es. controllo del layout di pagina, uniformità di carattere e interlinea del testo, adeguamento delle citazioni bibliografiche ai criteri APA…). Comunemente saremmo considerati dei correttori di bozze, ma non si tratta semplicemente di questo. All’interno della redazione siamo definiti “i cecchini” per la nostra mira infallibile o “gli ossessivo compulsi” per la nostra tendenza incontenibile alla precisione e alla pulizia testuale, siamo quelli che in gergo mettono i puntini sulle i. Letteralmente. Credo però che tali appellativi non ci facciano onore, troppo bellico il primo, troppo patologizzante il secondo (anche se ammettiamo di aver saputo fare di patologia virtù).

grammar-390029_1920Preferiamo invece pensarci come dei cercatori, proprio come quelli del racconto, poiché, mossi da curiosità, ci approcciamo alla lettura del manoscritto con estrema attenzione. Ricevere in anteprima un articolo è per molti di noi un privilegio: è un’occasione per tenersi aggiornati sulle ricerche più recenti, un modo per approfondire temi d’interesse. La lettura formattante, infatti, scrupolosa e concentrata, aiuta in questo intento. È un antidoto alla lettura parziale e distratta che spesso utilizziamo nel quotidiano bombardamento di informazioni. Trovare tutti i refusi e le imprecisioni dello scritto dà il brivido sadico del prof. con la penna rossa e insieme il moto di orgoglio di sapere che è un’attività fondaentale per permettere la pubblicazione di testi fruibili e piacevoli per il futuro lettore.

La cosa curiosa è che pare che lo spirito formattatore risieda in ognuno di noi. Se ad esempio nell’ultima frase del paragrafo precedente, caro lettore, hai notato qualcosa di incongruo, se hai provato un sussulto di piacere nel trovarlo e un desiderio impellente di segnalarlo, ebbene, sei dei nostri!

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